BioMAR3D

Il Progetto

Il progetto BioMAR3D punta a migliorare e incrementare la biodiversità marina in alcune aree ZSC della Regione Calabria, utilizzando reef artificiali appositamente prodotti con stampante 3D. La particolarità del tipo di reef risiede non soltanto nella modalità di produzione ma anche nella possibilità di scegliere opportunamente i componenti delle miscele con cui realizzare i singoli elementi, in modo che il prodotto finale possa meglio adattarsi alle caratteristiche del sito d’intervento e alle esigenze di ripristino/miglioramento della biodiversità locale.

Per il conseguimento degli obiettivi prefissati, molto interessanti sotto questo profilo sono i risultati ottenuti dal capofila CURSA nell’ambito di un precedente progetto che ha previsto la produzione e il posizionamento di bioreef sui fondali della laguna “Sacca di Goro”. I bioreef sono stati prodotti impiegando gusci di vongole inertizzati e frantumati. I gusci delle vongole, così come altri scarti biologici di lavorazione di molluschi e mitili, rappresentano oggi un rifiuto che le aziende di mitilicoltura accumulano e smaltiscono con grandi difficoltà.

A seguito della aggiudicazione, da parte della costituita ATS, del bando pubblico FEAMP 2014-2020 – Misura 1.40 par. 1 lett. b “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili (art. 40 del Reg. UE 508/2014)” è stato necessario provvedere, secondo le richieste della Regione Calabria, ad una rimodulazione della spesa.

La rimodulazione prevedeva di intervenire sotto l’aspetto economico sia in merito ad alcuni aspetti progettuali sia in merito ad alcuni aspetti amministrativi. La soluzione finale adottata, dal punto di vista tecnico, prevede la rimodulazione del numero totale di elementi (reef) portandoli da 90 a 60, l’eliminazione degli elementi di protezione anti rete e l’abbandono del sito in loc. Gebbione a Reggio di Calabria (RC) in favore del sito di Capo Tirone a Belvedere Marittimo (CS). Dal punto di vista amministrativo sono state eleminate e rimodulate le voci relative alle retribuzioni e oneri del personale strettamente connessi alla realizzazione dell’intervento, ai costi di diffusione per la pubblicizzazione e promozione del progetto e le spese generali.

Tale proposta di rimodulazione tecnico-economica è stata definitivamente approvata dal Dipartimento Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria con atto protocollo n. 207706 del 02/05/2022.

A seguito di tale approvazione finale, la costituita ATS, ha dato incarico alla scrivente Ipros Ingegneria Ambientale S.r.l. di provvedere alla redazione di un progetto definitivo-esecutivo, delle opere previste nel progetto BioMAR3D.

In data 16/02/2023, a mezzo SUAP (cod. univoco 1356) è stato trasmesso al Comune di Belvedere Marittimo il progetto definitivo-esecutivo, protocollato al n. 4864, da sottoporre ad iter autorizzativo ordinario mediante conferenza dei servizi.

In data 20/07/2023 con prot. n. 0021544/2023 il Comune di Belvedere Marittimo, sentiti i pareri degli enti contatti ha rilasciato l’autorizzazione alla realizzazione dell’opera in oggetto. In allegato alla presente si riporta per completezza l’autorizzazione rilasciata.

Durante le fasi di produzione dei reef si sono verificate alcune condizioni che hanno determinato la necessità di modificare la forma e la modalità realizzativa degli stessi, in particolare è emersa, come riferito da Cursa e Desamanera, una difficoltà nel reperimento di alcune componenti per i leganti necessari alla stampa 3D che possono essere reperiti solamente nel mercato estero e un conseguente e non sostenibile aumento dei costi oltre che dei tempi di fornitura. Per ovviare a tale problematica, è stato necessario provvedere alla riformulazione della miscela utilizzando come legante del cemento pozzolanico (CEM IV/A R42.5). Tale miscela, a seguito di diversi campioni eseguiti, non ha dato dei risultati accettabili in termini di resistenza e struttura del materiale come indicato nelle relazioni tecniche sia del laboratorio di prove LIFE che della Prof.ssa Teresa Mangialardi entrambe allegate alla presente relazione.

In considerazione dei risultati ottenuti e nell’impossibilità quindi di procedere con la stampa tridimensionale, su indicazione della ATS, dati i termini ristretti per concludere l’opera, risulta necessario cambiare modalità realizzativa degli elementi optando per un getto in opera dei reef utilizzando un calcestruzzo con cemento pozzolanico identico a quello utilizzato per l’imbasamento. Dovendo realizzare la struttura gettata in opera non risulta possibile creare forme troppo complesse, pertanto, pur mantenendo ingombri massimi di poco inferiori a quelli autorizzati si è optato per una forma troncopiramidale con 4 fori per faccia come concordato con l’esperto biologo del CURSA.

Tale modifica al progetto presentato, non appare come sostanziale in quanto:

  • L’opera non è strutturale;
  • La funzione per cui viene realizzata l’opera rimane identica;
  • Il numero degli elementi rimane invariato;
  • La posizione di installazione rimane invariata;
  • Gli ingombri in pianta rimangono inalterati
  • Si riducono leggermente le dimensioni in termini di ingombro dovuti per lo più alla assenza delle strutture tipo corallo previste con stampa 3D;
  • Viene modificato il solo materiale e la tecnica realizzativa dei reef.